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L’inutile legge Merlin nel 2016

L’Italia, quanto a leggi, non è seconda a nessuno. Il nostro iter giudiziario è lunghissimo e questo, inevitabilmente, appesantisce un po’ tutto il nostro paese. Ma c’è una legge che fa discutere tantissimo oggi e che da quasi 60 anni fa ancora parlare di sé: la legge Merlin. Nota ufficialmente come legge 75 del 20 febbraio 1958, è entrata nella storia con il nome di Legge Merlin, in virtù del nome della senatrice italiana che la volle: Lina Merlin.

Tale legge impose, a partire dalla mezzanotte del 19 settembre 1958, la chiusura della case chiuse in Italia. Oltre 560 postriboli vennero chiusi e dichiarati illegati, convertiti in seguito il luoghi di ricovero per ex-prostitute. La legge voleva fermare il fenomeno della prostituzione in Italia, che però fino ad allora era legalizzata e, dunque, tenuta sotto controllo. Si voleva cercare di ridare dignità alla donna, che proprio in quegli anni stava risalendo i gradini della scala sociale, ed è proprio all’interno di questi concetti e di quest’epoca che bisogna inquadrare la legge.

Nonostante questo, la Merlin ebbe subito dei forti contrari, timorosi del fatto che dichiarare illegale la prostituzione ne avrebbe favorito lo sviluppo “sotto banco” e avrebbe scatenato una sorta di mercato illegale di sfruttamento della donna. Effettivamente, non possiamo dire che la legge ha sortito l’effetto sperato. Ma, d’altronde, siamo uomini e donne, siamo persone, e abbiamo i nostri stimoli e le nostre necessità fisiche. Inoltre, chi vende il proprio corpo ha bisogno di denaro, o comunque si trova in un giro da cui non è facile uscire. E’ un po’ come il discorso di legalizzare le droghe leggere, uguale. Negli ultimi anni sono stati fatti dei timidi tentativi di cancellare questa legge, ma nessuno è riuscito ad arrivare in porto.

Ma, ditemi voi, oggi nel 2016, che senso ha ancora questa norma? Con tantissimi siti web che offrono incontri, dai siti di annunci come questo Badoo fino a siti di escort “di tutto punto”, anche altamente professionali e di classe, come questo expoescort.xxx .

Che poi, fatemi capire, la legge italiana vieta la prostituzione ma permette gli incontri e le accompagnatrici che possono dare il loro corpo? Ah già, perché la differenza sta tutta nel perché paghi denaro: di una prostituta stai comprando i servigi sessuali, di un’accompagnatrice (o escort) stai acquistando le ore di compagnia, dove se poi si finisce a letto è tutta un’altra storia. Giusto per essere chiari, stiamo parlando di escort Milano, Roma, Napoli, Torino, la lista è lunga e potrebbe ancora continuare… Un po’ di bigottismo forse questa legge, almeno in questi tempi moderni, non credete?

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