Dodo

Il vento incessante della Sardegna e la mancanza di spazi di allenamento al chiuso per noi giocolieri, mi ha spinto, circa sette anni fa, allo studio e la pratica della manipolazione di oggetti.

Mi sono appassionato al contact con le clave e da buon autodidatta, ho passato tanto tempo a cercare di stupirmi cercando nuove prese, nuovi scivolamenti ed equilibri, senza internet , e con pochi altri amici giocolieri che ,come me , iniziavano a lanciare i primi oggetti per aria.

Quando ho iniziato a viaggiare per le convention di giocoleria, mi sono reso conto che la ricerca che stavo portando avanti nel garage di casa, interessava a qualcuno e che risultava abbastanza originale. Così decisi di dedicare ancora più tempo alla mia passione e vivere di giocoleria.

In questi anni ho avuto la fortuna di allenarmi e studiare con degli artisti molto preparati, viaggiando tra Italia e Spagna. Ed è proprio in questo periodo che ho trovato lo stile di gioco in cui mi sento più comodo: una fusione tra manipolazione , contact e equilibri con le clave.

In scena, amo raccontare una storia usando gli oggetti, con attenzione rivolta al linguaggio del corpo e l’espressività del viso. In questo modo cerco di arrivare al pubblico non attraverso una sequenza di “trucchi” difficile e fine a se stessa , ma passando per lo scambio di emozioni e stati d'animo che si creano magicamente durante il numero. Questo è, a mio parere, un modo per non nascondersi dietro a i propri oggetti, ma giocare con la possibilità e la capacità di spostare l’attenzione del pubblico a seconda dell'esigenza: su una clava, sull'artista o su un sorriso.


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Disegno di Elena Veronelli